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Le TIC come strumento di supporto per l’apprendimento continuo e il dialogo intergenerazionale

Una questione rilevante dal punto di vista pedagogico è considerare gli anziani sia come soggetti in apprendimento continuo, sia come custodi di saperi e competenze da condividere, a partire dal dialogo intergenerazionale. Le tecnologie possono diventare un linguaggio comune da cui apprendere e con cui apprendere contenuti e strategie/stili di comunicazione. L’utilizzo delle ICT può facilitare e ampliare il dialogo tra giovani e anziani, considerando entrambi come soggetti in apprendimento, portatori di conoscenze, esperienze, metodologie, linguaggi e rappresentazioni che possono generare prossimità e scambi di abilità e di competenze.

            La costruzione di società inclusive e di ambienti di attivazione democratici passa anche da questi canali, che possono incentivare reti inedite e sensibilità comunitarie (Folgheraiter, 2006; Blanchard, 2007) a partire da forme di apprendimento interattive e collaborative (Kagan, 2000; Trentin, 2004).

            Questa logica non solo promuove il lifelong learning, approccio trattato in molti documenti europei, ma sostiene anche il lifewide learning, che si declina negli spazi formali, non informali e informali dell’apprendimento e che, per essere sostenuto, necessita di proposte innovative, attente ai cambiamenti sociali e alle trasformazioni in atto, in modo da mettere al centro dei processi le persone nella loro relazionalità, non trascurando i significati che le relazioni assumono reciprocamente.

            Dare voce agli apprendimenti, alle competenze, alle conoscenze che gli anziani hanno costruito durante la loro vita e che continuano a costruire tra i poli dell’attività-autonomia e del bisogno-dipendenza significa non disperdere il capitale umano, sociale e relazionale che attraversa il tempo (Deluigi, 2014). Vuol dire anche comprendere e sostenere le motivazioni all’apprendimento che possono favorire la partecipazione dell’anziano, tenendo conto delle difficoltà, dello stato di salute, dei suoi interessi e delle sue necessità, che variano nel tempo stesso della vecchiaia (Purdie – Boulton-Lewis, 2003;  Lovie-Kitchin, 2006).

            Le ICT sono utili per aprire canali alternativi di interazione e di condivisione (si pensi ad esempio al Digital Storytellig); consentono di produrre modelli di apprendimento flessibili; possono essere utilizzate per organizzare i saperi, creare communities in cui scambiarsi informazioni e imparare insieme (si pensi ad esempio alle risorse collaborative on line); intrecciano linguaggi, interessi e storie personali creando conoscenze condivise e generando nuove competenze.