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Italia

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Education and work of social carers
Educación y trabajo de cuidadores/as sociales
Formation et conditions de travail des ADV
Formazione e condizioni di lavoro delle assistenti familiari
Aprūpētāju izglītība un darbs
Educația și munca îngrijitorilor la domiciliu
Cuidados de larga duración y situación de los/as trabajadores/as sociales
L'accompagement de longue durée et les ADV
Assistenti familiari e assistenza domiciliare
Ilglaicīgā aprūpe un sociālo darbinieku situācija
Îngrijirea pe termen lung și îngrijitorii la domiciliu
Long-term care and social workers
Social protection system of elderly people in general
Sistema de protección social para las personas mayores en general
Système de protection sociale pour les personnes agées
Il sistema dell'assistenza socio-sanitaria alla popolazione anziana
Vecu cilvēku sociālās aizsardzības sistēma
Sistemul de protecție socială a persoanelor în vârstă, în general
Computer and Internet skills of the general population
Competencias informáticas y de internet de la población general
Maîtrise de l'informatique et d'Internet de la population dans son ensemble
Competenze informatiche e digitali
Vispārējās iedzīvotāju datoru un interneta prasmes
Competențele legate de utilizarea calculatorului și a internetului ale populației în general
  • Informazioni generali

     

    Paese

     

    Italia

    Popolazione totale

    2012

    60 820 696

    Popolazione anziana

     

     

    65-79

    2001

    14.3%

     

    2012

    14.5%

    >80

    2001

    4.2%

     

    2012

    6.1%

    Indice di vecchiaia

    1990

    21.5

     

    2001

    27.4

     

    2012

    31.6

    Proiezioni dell’indice di vecchiaia

    2020

    34.76

     

    2030

    41.14

    Aspettativa di vita alla nascita (anni)

    2011

     

    Uomini

     

    80.1

    Donne

     

    85.3

    Aspettativa di vita a 65 anni (anni)

    2011

     

    Uomini

     

    18.8

    Donne

     

    22.6

    Aspettativa di vita sana alla nascita

    2011

     

    Uomini

     

    63.4

    Donne

     

    62.7

    Durata della vita lavorativa (anni)

    2011

     

    Uomini

     

    34.7

    Donne

     

    24.4

    Tasso di occupazione dei lavoratori anziani (55-64 anni) – complessivo

     

    37.9%

     

  • Formazione e condizioni di lavoro delle assistenti familiari

     

    Paese

    Italia

    Ente di riferimento

    Governi regionali (caso specifico: Emilia-Romagna)

    Finanziamento della formazione delle assistenti familiari

    Statale e regionale.

    Requisiti di accesso alla formazione

    Permesso di soggiorno (per corsisti stranieri).

    Sempre per i corsisti stranieri è prevista, da normativa, una valutazione della competenza linguistica in italiano.

    Ente di riferimento per la formazione ulteriore

    Governi regionali (caso specifico: Emilia-Romagna)

    Finanziamento della formazione ulteriore delle assistenti familiari

    Regionale.

    Ente di riferimento per la gestione e implementazione della Partnership europea per l'innovazione sul tema "Invecchiare rimanendo attivi e in buona salute" (EIP_AHA)

    Governi regionali

    Principale fonte di finanziamento della Partnership europea per l'innovazione sul tema "Invecchiare rimanendo attivi e in buona salute"

    Statale e regionale

    Requisiti per esercitare la professione di assistente familiare

    Permesso di soggiorno (per lavoratrici straniere).

    Requisiti in termini di competenze informatiche per esercitare la professione di assistente sociale

    Le competenze informatiche(digitali non sono considerate importanti a eccezione di quelle necessarie per operare gli smartphone usati per la sorveglianza e il monitoraggio remoto (che costituiscono un requisito preferenziale ma non obbligatorio).

    Standard formativo per le assistenti familiari

    Definito a livello regionale

    Sistema di assistenza domiciliare

    In Italia i servizi socio-domiciliari a sostegno o sostitutivi della famiglia, sono rivolti ad utenti prevalentemente anziani e/o in particolari situazioni di disagio psico-fisico o sociale. Vengono attuati prevalentemente al domicilio dell’utente, e si articolano in un complesso di interventi e prestazioni di carattere socio–assistenziale, anche temporanei, tendenti a prevenire e rimuovere le situazioni di bisogno e di disagio, favorire l’integrazione familiare e sociale, evitare l’allontanamento dell’utente dal proprio ambiente di vita e supportarlo in relazione alle difficoltà insite nella sua condizione.

    La programmazione pubblica degli interventi in ambito socio-sanitario è realizzata a livello regionale, mentre l’erogazione degli interventi è affidata alle amministrazioni comunali.

    L’assistenza domiciliare, fornisce agli anziani con limitazioni dell’autonomia vari servizi (ausiliari, assistenziali, sociali) quali: igiene e cura della persona; mobilizzazioni interne all'abitazione o all'esterno del domicilio; accompagnamenti; spesa; preparazione e/o consegna pasti; aiuto per il menage domestico; controllo assunzione farmaci; segretariato sociale; interventi volti alla socializzazione ecc. Tali servizi sono realizzati dalle amministrazioni comunali, in collaborazione con le ASL e da operatori privati (agenzie, aziende, cooperative sociali ecc.)

    A questo tipo di assistenza, sono molto spesso affiancati anche interventi di tipo sanitario e infermieristico, svolti da personale qualificato (operatori socio-sanitari, infermieri, medici).

    L’assistenza domiciliare svolta dalle assistenti familiari è il servizio più diffuso sul territorio nazionale, che si realizza tramite la stipulazione di un contratto diretto tra la famiglia dell’anziano che necessita di assistenza e le assistenti familiari, in larga maggioranza straniere.

    Diritto alla formazione

    Le politiche formative, in Italia, sono di competenza delle Regioni, i termini ed i contenuti dei percorsi formativi per le assistenti familiari sono definiti con Decreti Regionali e specifiche linee guida.

    La Regione Emilia Romagna che ha previsto un percorso articolato in area istituzionale, relazionale e tecnico operativa; le stesse aree sono previste nella formazione proposta dalla Regione Toscana con l’aggiunta dell’area contrattuale. Il percorso previsto dalla Regione Puglia è articolato in competenze base, tecnico professionali e trasversali.

    A livello regionale sono previsti specifici percorsi di formazione per assistenti familiari mediante corsi erogati da centri accreditati che si occupano di formazione in vari ambiti e settori professionali, tra i quali anche quella dell’assistenza domiciliare.

    I corsi sono perlopiù finanziati attraverso risorse nazionali (ad esempio: Fondo per la non-autosufficienza) o europee (Fondo Sociale Europeo) e sono gratuiti per i partecipanti. I percorsi formativi sono definiti nei termini e contenuti a livello regionale  e costituiscono un elemento importante per la regolazione del mercato privato di cura. I centri di formazione progettano e realizzano i corsi secondo le direttive regionali e offrono alle assistenti familiari una formazione che ha l’obiettivo di garantire un livello di competenza di base e offrire un percorso di crescita professionale.

    Quadro normative sulla formazione delle assistenti familiari

    Dalla normativa regionale dell’Emilia Romagna emerge che per quanto concerne l’assistente domiciliare, non ci si riferisce ad un profilo professionale, bensì all’acquisizione di alcune competenze che possono comunque essere attestate, tramite dichiarazione di competenze, al fine di consentire anche l’eventuale riconoscimento di crediti per l’accesso ad ulteriori percorsi formativi che portano a qualifica (es. OSS). Inoltre, in caso di interruzione anticipata del percorso, il partecipante ha comunque diritto a ricevere una dichiarazione delle competenze fino a quel momento acquisite, inerenti alle unità formative effettivamente svolte e verificate.

    Certificazione delle competenze per le assistenti familiari

    Nel contesto italiano, e nello specifico dell’Emilia-Romagna, si delinea una volontà ed un impegno concreto alla definizione di percorsi mirati al riconoscimento delle competenze della figura dell’assistente familiare. In tale regione, come nel resto di Italia, si sta cercando di normare una situazione complessa nella pratica e caratterizzata da un mercato fortemente invaso da lavoro irregolare. Le pratiche di validazione/certificazione di competenze, pertanto, tengono conto nella loro definizione di una prassi già esistente ed al tempo stesso seguono il fabbisogno formativo reale delle assistenti familiari, richiedendo percorsi il più possibile flessibili e personalizzati. Nella definizione di tali percorsi, inoltre, è necessario tenere conto del fatto che il lavoro delle Assistenti familiari, per sua propria natura, non consente ai lavoratori e alle lavoratrici di dedicare molto tempo ad attività esterne al lavoro di cura.

    Sistema di validazione dell’esperienza pregressa

    Definite a livello regionale.

    Il mercato del lavoro nel settore della cura domiciliare

    L’offerta di Servizi di cura domiciliare per anziani è in Italia particolarmente difficile da quantificare a causa della enorme diffusione del lavoro di cura “sommerso”. Tra le badanti si ritrova, infatti, la più alta percentuale di lavoro nero e irregolare (secondo il Censis il 37%). Tuttavia è possibile stimare che in Italia lavorino tra le 700.000 e il milione di badanti. L’80 % sono straniere e 360 mila sono irregolari  (si tratta quindi del 57%). Si tratta di un coinvolgimento che interessa quasi un milione di persone, tra lavoratori e famiglie. Famiglie che hanno speso 9,3 miliardi di euro per queste retribuzioni. Inoltre sulla base dei dati statistici sopra riportati è possibile affermare che in Italia, nel prossimo futuro, la domanda di tali servizi sarà sicuramente in aumento.

    Partecipazione a iniziative di collaborazione a livello europeo nel settore della cura degli anziani

    Status professionale delle assistenti familiari

    Dal punto di vista normativo e contrattuale, le qualifiche alle quali possono essere omologate queste lavoratrici in Italia sono almeno due: “Assistenti Familiari” (la Legge 189/2002, che ha disposto la regolarizzazione dei lavoratori immigrati, le definisce così) e “Colf”- collaboratrice familiare (figura prevista dal Contratto del Commercio e Servizi).Il termine “Badante” va sostanzialmente a comprendere, anche informalmente, le due qualifiche. Questa figura svolge attività di assistenza, collegate alla vita quotidiana, direttamente nelle abitazioni private o nelle case alloggio per anziani e disabili. Tali attività consistono nella cura dell’igiene personale e nel riordino dell’alloggio, nella somministrazione di farmaci in base alle prescrizioni mediche. Un ulteriore compito dell’assistente domiciliare riguarda poi la stimolazione psico-fisica degli utenti: è importante, ad esempio, favorire il dialogo, incentivare attività come brevi passeggiate, incentivare l’uso di oggetti quotidiani, promuovendo in generale l’autonomia. Le prestazioni sono personalizzate e tengono conto delle condizioni psico-fisiche della persona anziana assistita nonché dell’ambiente in cui vive.

    Posto di lavoro

    Al domicilio della persona assistita.

    Requisiti personali

    N/A

    Requisiti per candidati immigrati

    Permesso di soggiorno.

    Regolamenti e condizioni di lavoro

    ·    Orario di lavoro: a ore o in regime di convivenza

    ·    Pause e riposi: da definire con il datore di lavoro

    ·    Lavoro notturno: da definire con il datore di lavoro

    ·    Ferie: da CCNL

    ·    Malattia, maternità: da CCNL

    Pagamento

    il contratto nazionale definisce, sulla base della categoria di riferimento, la retribuzione minima che è pari a 750,00 euro mensili per le lavoratrici di terza categoria e a 850,00 euro mensili per le lavoratrici di seconda categoria

    Benefit aggiuntivi

    Nessuno.

    Motivazione al lavoro come assistente familiare

    Generalmente si tratta di un’attività svolta da lavoratrici straniere alla base della quale vi è nella grande maggioranza dei casi una motivazione di tipo economico.

    Durata media dell’impiego

    Dipende dalle condizioni di salute della persona assistita.

    In genere, dopo alcuni anni (in media 8-10) di attività come assistente familiare, la lavoratrice torna al paese d’origine.

     

  • Assistenti familiari e assistenza domiciliare

     

    Paese

    Italia

    Ente di riferimento

    Governi regionali.

    Assistenza a lungo termine

    Principi di base

    Ai servizi di assistenza domiciliare pubblica si accede tramite i servizi sociali, dopo una  valutazione del bisogno di assistenza dell’anziano (con valutazione anche della situazione complessiva familiare) da parte dell’assistente sociale.  Maggiore attenzione è riposta alle persone con fasce di reddito basse, che non sono in grado di provvedere autonomamente a tale bisogno. Proprio per la difficoltà di riuscire a soddisfare tutti i bisogni di assistenza domiciliare degli anziani, sempre più le amministrazioni comunali stanno utilizzando interventi in grado di sostenere gli anziani nell’assistenza domiciliare, senza però provvedere direttamente all’erogazione del servizio. Tra gli interventi vi sono i contributi economici erogati dall’amministrazione comunale alla famiglia dell’anziano per l’assunzione di una assistente domiciliare di propria fiducia o per l’acquisto di servizi. Altre amministrazioni stanno invece attivando forme di collaborazione con il privato per favorire l’incontro tra le famiglie e le assistenti familiari, anche per sostenere il lavoro regolare, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti nel processo di intermediazione (enti formativi, sportelli sociali, sportelli immigrazione, servizi pubblici per il lavoro, agenzie interinali, agenzia per i contratti, sindacati ecc.).

    Le famiglie che sono in grado di provvedere autonomamente al bisogno di assistenza del proprio familiare anziano o quelle che a causa della limitata disponibilità di assistenza pubblica sono costrette a farlo da sole, generalmente si rivolgono al mercato privato, composto perlopiù da lavoratrici straniere. In questo ambito privato, la ricerca di un’assistente avviene generalmente tramite contatti personali e passaparola.

    Assistenza a lungo termine

    Ambiti di applicazione

    In Italia i servizi socio-domiciliari a sostegno o sostitutivi della famiglia, sono rivolti ad utenti prevalentemente anziani e/o in particolari situazioni di disagio psico-fisico o sociale. Vengono attuati prevalentemente al domicilio dell’utente, e si articolano in un complesso di interventi e prestazioni di carattere socio–assistenziale, anche temporanei, tendenti a prevenire e rimuovere le situazioni di bisogno e di disagio, favorire l’integrazione familiare e sociale, evitare l’allontanamento dell’utente dal proprio ambiente di vita e supportarlo in relazione alle difficoltà insite nella sua condizione.

    Organizzazione dell’assistenza a lungo termine

     

    In Italia vi sono diverse tipologie di servizi di cura per anziani, sia domiciliare sia svolta in strutture comunitarie. Essi sono gestiti dalle amministrazioni pubbliche e da enti privati su tutto il territorio nazionale. La programmazione pubblica degli interventi in ambito socio-sanitario è realizzata a livello regionale, mentre l’erogazione degli interventi è affidata alle amministrazioni comunali.

    Le principali tipologie di servizi (residenziali e domiciliari) sono:

    RSA - residenze sanitarie assistenziali: sono strutture rivolte, temporaneamente o permanentemente,  ad anziani over 65 non autosufficienti che necessitano di assistenza socio-sanitaria;

    Case di riposo: strutture residenziali rivolte ad anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti che necessitano di assistenza socio-sanitaria;

    Centri diurni per anziani: strutture a carattere semi-residenziale che offrono ad anziani con diverso grado di non autosufficienza, servizi socio-sanitari diurni di sostegno alle famiglie;

    Servizi di assistenza domiciliare:  fornisce interventi di cura e di assistenza degli anziani, con limitazione dell’autonomia, presso il proprio domicilio.

    Servizi di assistenza domiciliare integrata (ADI): fornisce assistenza socio-assistenziale e sanitario a domicilio per anziani;

    Assegno di cura: è un contributo di tipo economico erogato dalle amministrazioni pubbliche per favorire la permanenza degli anziani presso le proprie abitazioni e ridurre il ricorso a ricoveri in strutture residenziali.

    Ai servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche si affiancano i servizi di assistenza privati, (residenziali e domiciliari) in particolare:

    Case di riposo private, destinate a anziani parzialmente autosufficienti;

    Case di Cura private, strutture sanitarie che accolgono anziani non autosufficienti.

    Assistenza socio-sanitaria domiciliare per anziani;

    Assistenza familiare, svolta perlopiù da lavoratrici straniere.

    I servizi di tipo residenziale, pubblici e privati, offrono assistenza socio-sanitaria (assistenza medica, prestazioni infermieristiche e riabilitative, attività quotidiane), servizi alberghieri e di ristorazione, lavanderia e pulizia, attività ricreative, culturali e di socializzazione. Come in parte già evidenziato, i clienti che possono accedere a tali servizi di tipo residenziale sono anziani over 65, non autosufficienti, parzialmente autosufficienti e autosufficienti.

    L’assistenza domiciliare fornisce agli anziani con limitazioni dell’autonomia vari servizi (ausiliari, assistenziali, sociali) quali: igiene e cura della persona; mobilizzazioni interne all'abitazione o all'esterno del domicilio; accompagnamenti; spesa; preparazione e/o consegna pasti; aiuto per il menage domestico; controllo assunzione farmaci; segretariato sociale; interventi volti alla socializzazione ecc. Tali servizi sono realizzati dalle amministrazioni comunali, in collaborazione con le ASL e da operatori privati (agenzie, aziende, cooperative sociali ecc.)

    A questo tipo di assistenza, sono molto spesso affiancati anche interventi di tipo sanitario e infermieristico, svolti da personale qualificato (operatori socio-sanitari, infermieri, medici).

    L’assistenza domiciliare svolta dalle assistenti familiari è il servizio più diffuso sul territorio nazionale, che si realizza tramite la stipulazione di un contratto diretto tra la famiglia dell’anziano che necessita di assistenza e le assistenti familiari, in larga maggioranza straniere (badanti). Il Contratto Collettivo Nazionale Colf e Badanti  definisce le mansioni dei lavoratori sulla base della categoria di riferimento (Prima Super - Lavoratori diplomati, Prima - Lavoratori qualificati; Seconda – Lavoratori con capacità e conoscenze acquisite; Terza – Lavoratori generici). I servizi offerti dagli assistenti familiari, che rientrano perlopiù nella seconda e terza categoria contrattuale, sono relativi alla gestione della casa e all’assistenza degli anziani. In particolare si occupano della gestione delle attività domestiche quali piccole manutenzioni, pulizia della casa e della biancheria, preparazione e somministrazione dei pasti e pulizia delle stoviglie, acquisto dei generi alimentari e di prima necessità, igiene personale dell’assistito, accompagnamento all’esterno (per visite mediche, passeggiate ecc.).

    Assistenza a lungo termine

    Benefici per il lavoratore

    Non ci sono benefici speciali per i caregiver informali. Eventuali periodi di aspettativa per prendersi cura di un familiare sono considerati nel calcolo dei contributi pensionistici.

    Assistenza a lungo termine

    Costi per l’utente

    I costi dell’assistenza domiciliare pubblica sono perlopiù coperti dai Comuni che erogano i servizi, con una contribuzione da parte dell’utente stabilita in base al tipo di servizio di cui si andrà a beneficiare (residenziale, semi-residenziale, domiciliare, domiciliare integrata) ed alla situazione socio-economica dell’anziano e dei suo familiari. I finanziamenti pubblici sono trasferiti dallo Stato alle Regioni che si occupano della programmazione degli interventi socio-sanitari e vengono poi trasferiti dalle Regioni alle amministrazione comunali che si occupano, invece, dell’erogazione dei servizi. Gli utenti, dunque, contribuiscono ai servizi di assistenza in proporzione alla loro capacità economiche, per le per le fasce di reddito più basse posso essere totalmente o parzialmente gratuiti. Non esistono tariffe uniche sul territorio nazionale, ma ogni amministrazione, in base alla disponibilità delle risorse trasferite  (Stato-Regioni-Comuni), stabilisce la quota di contributo richiesta all’utente.

    I servizi di assistenza domiciliare erogati nel settore privato sono, invece, a carico dell’utente (anziano o famiglia dell’anziano). Le tariffe, anche in questo ambito, sono differenziate, in modo particolare tra le regioni del Nord, Centro e Sud Italia, dove la situazione socio-economica ed il costo della vita sono estremamente diversificate.

    Per quanto riguarda le assistenti familiari, il contratto nazionale definisce, sulla base della categoria di riferimento, la retribuzione minima che è pari a 750,00 euro mensili per le lavoratrici di terza categoria e a 850,00 euro mensili per le lavoratrici di seconda categoria. Il costo è a carico del datore di lavoro (anziano o familiare dell’anziano) che definisce in fase di assunzione le modalità dell’assistenza. Come ricordato, per sostenere le famiglie, soprattutto quelle che hanno maggiore difficoltà economica, alcune amministrazioni comunali sostengono la spesa per l’assunzione della assistente familiare tramite un contributo di tipo economico erogato all’anziano o alla famiglia dell’anziano.

     

  • Il sistema dell'assistenza socio-sanitaria alla popolazione anziana

     

    Paese

    Italia

    PIL ai prezzi di mercato. Potere d’acquisto medio per abitante, 2011

    25 100

    Spesa pensionistica,  
    % del PIL, 2010

    14.0%

    Spesa per l’assistenza agli anziani,
    % del PIL, 2008

    0.1%

    % di popolazione over 65 a rischio di povertà, 2011

    17.0%

    Pensioni di vecchiaia

    Principi di base

    (Assicurazione Generale Obbligatoria, AGO) finanziata dai contributi che copre i dipendenti del settore privato con benefici calcolati in base a due fattori: età e contributi maturati.

    Esistono schemi speciali per i lavoratori autonomi e fondi speciali per determinate categorie di lavoratori.

    Pensioni di vecchiaia

    Età pensionabile

    Uomini (dipendenti privati, autonomi e parasubordinati): 66 anni.

    Donne (dipendenti settore privato): 62 anni.

    Donne (autonome e parasubordinate): 63 anni e 6 mesi

    Uomini e donne dipendenti pubblici: 66 anni.

    L’età pensionabile viene gradualmente aumentata dal 2012 in base all’aumento dell’aspettativa di vita, ai sensi dell’art. 12 del Decreto Legislativo 31 May 2010 N. 78 convertito nella Legge n.122/2010.

    Finanziamento delle pensioni di vecchiaia

    Contributi (iscritti e datori di lavoro).


    Strumenti per disoccupati anziani

    Nessuno.

    Finanziamento dei sistemi di assistenza a lungo termine

    Assistenza agli anziani

    Sistema ‘pay as you go’.


    Assistenza sanitaria

    Principi di base

    Servizio sanitario nazionale per tutti (basato sulla residenza). Assicurazione sociale obbligatoria per la popolazione attiva (dipendenti e autonomi) finanziata dai datori di lavoro, dai contributi degli assicurati e da sussidi statali.

    Assistenza sanitaria

    Contributi per protesi, occhiali, ausili

    Protesi: fornite dalle ASL.

     

  • Competenze informatiche e digitali

     

    Paese

     

    Italia

    Uso del computer

     

     

    Indisponibilità di un computer nell’abitazione

    2011

     

    Adulti di 65 anni o più che non possono permettersi l’acquisto di un computer

     

    2.6%

    Competenze informatiche

    2012

     

    Persone che sanno  copiare o spostare file o cartelle

     

    53.0%

    Persone che sanno effettuare operazioni di taglia-copia-incolla per duplicare o spostare informazioni

     

    53.0%

    Persone che sanno creare file compressi

     

    32.0%

    Metodi di acquisizione delle competenze informatiche

    2011

     

    Autoapprendimento

     

    45.0%

    Motivi per cui si è scelto di non frequentare un corso di informatica

    2011

     

    Già in possesso di sufficienti competenze informatiche

     

    25.0%

    Uso solo saltuario del computer

     

    8.0%

    Uso di Internet

     

     

    Frequenza accessi:

    2012

     

    Una volta la settimana

     

    53.0%

    Tutti i giorni

     

    51.0%

    Utilizzo di Internet per

    2012

     

    Home banking

     

    21.0%

    Interazione con la P.A.

     

    19.0%

    Accesso a Internet con computer portatile

     

     

    Tutti i giorni o quasi tutti i giorni

     

    5.0%

    Livello di competenza nell’uso di Internet

    2011

     

    Usare un motore di ricerca per trovare informazioni

     

    57.0%

    Inviare e-mail con allegati

     

    51.0%

    Postare messaggi in chat e/o forum di discussione

     

    32.0%

    Usare Internet per effettuare chiamate telefoniche

     

    23.0%

    Cercare informazioni su temi relativi alla salute

     

    27.0%

    Preoccupazioni relative all’uso di Internet

    2010

     

    Forte preoccupazione che il computer sia infettato da un virus con conseguente perdita di informazioni e tempo

     

    17.0%

    Moderata preoccupazione che il computer sia infettato da un virus con conseguente perdita di informazioni e tempo

     

    27.0%

    Nessuna preoccupazione che il computer sia infettato da un virus con conseguente perdita di informazioni e tempo

     

    10.0%

    Problemi riscontrati nell’uso di Internet negli ultimi 12 mesi

    2010

     

    Perdita di tempo o di informazioni causata da un virus che ha infettato il computer

     

    24.0%

    Perdite finanziarie causate dalla ricezione di messaggi fraudolenti ('phishing') o da richiesta di informazioni personali da siti contraffatti ('pharming')

     

    1.0%

    Attività via Internet non effettuate a causa di preoccupazioni relative alla sicurezza

    2010

     

    Acquisto di beni o servizi per uso privato

     

    24.0%

    Comunicazioni con servizi e amministrazioni pubbliche

     

    11.0%

    Uso e aggiornamento di software per proteggere il computer e i dati in esso contenuti

    2010

     

    Uso di qualsiasi tipo di software o strumento (anti-virus, anti-spam, firewall, ecc.) per proteggere il computer e i dati in esso contenuti

     

    36.0%

    Nessun uso di software o strumento (anti-virus, anti-spam, firewall, ecc.) per proteggere il computer e i dati in esso contenuti

     

    10.0%

    Non sa

     

    7.0%

    Frequenza di backup dei dati dal computer a un disco esterno

    2010

     

    Sempre o quasi sempre

     

    8.0%

    Mai o quasi mai

     

    14.0%

    Competenze digitali delle assistenti familiari

     

     

    Generalmente scarse